2011/01/20
The tears behind a battlecry
Non potevo sentire altro per via dell'ora tarda e nemmeno potevo vedere altro per via degli occhi talmente bassi da essere quasi socchiusi, ma tanto l'unico segno di vita era e vietato scarricare rifiuti bianco sul muro di tufo, ed io ero puro ed informe come il diamante grezzo e per questo ancora oggi vengo scambiato per un ciottolo qualsiasi, innocuo e dal potenziale trascurato e irrilevante, con la testa fra le nuvole e dovrei avere la congiuntivite per la polvere delle comete, e ogni tanto capita ancora che l'unica cosa di cui sento la mancanza di notte sia un telescopio, perchè tanto questo mondo è fatto tutto di geometrie solide e leggi con tanto di corollari, e numeri che gli conferiscono tutto l'ordine che può rassicurarci ma tanto non sarà mai perfetto come i mondi virtuali e questo è profondamente incoerente, probabilmente la logica è il velo di maya e a cercare di scostarselo da davanti agli occhi si perde stabilità e si prendono bernoccoli in testa che erano anni che non li sentivo sotto i capelli, comunque non è grave e non è niente di irreversibile, è giusto per farlo notare, ma non sarà quello il difetto che mi darà il fascino, forse saranno i sorrisi troppo timidi per sbocciare o forse la mia abitudine di fare le linguacce, certo è che quando affidi l'anima ad un'impresa di ristrutturazioni devi stargli dietro ogni momento e controllare che non ti piantino il lavoro a metà, intanto io lavoro sodo sul mio cuore e sono da solo, perchè le cose importanti bisogna metterci le mani noi stessi, altrimenti tutto quello che ti attaccano addosso diventano come le garze sul corpo di un ustionato e ti viene la voglia di strappare via tutto quanto perchè più che coprirti ti ricopre e ti infetta mentre riposi, e le stesse parole sono artefatte, come se mi scrivessi da un'altra città più lontana di piacenza e ti alzassi dal foglio mentre la penna finisce le frasi, e parlare è un vizio che non si perde mai come il fumo e tante altre cose ma del resto i posacenere sono più belli da guardare quando sono pieni anche se questo non fa passare la fame o la sete, il punto è che proprio noi e io più di te siamo nati per cominciare le cose e mai per portarle a termine e poi diciamo che abbiamo interessi e che la voglia ci era passata, ci sporchiamo con tutto lo sporco che troviamo ma non finiamo mai a rotolarci per terra, e allora hanno più valore le parole o le azioni quando ti senti confuso, dicono che non si riesca mai al centopercento a trasmettere quello che veramente si prova, nemmeno combinando parole e gesti, ed è una fortuna perchè altrimenti ci sarebbero due cadaveri non identificati morti abbracciati, meno male che il male è meno forte del sole su di me, e io sono poco convinto che farò un buon lavoro come professore ma del resto dicono che ho le qualità umane, mi manca la laurea, e dicono che la danno non solo ai porci ma anche ai cani, anche a quelli che hanno chiamato bastardi e che oggi si vorrebbe che fossero cuccioli di nuovo per poter ricominciare, con gli stessi errori ma con la consapevolezza della colpa, a me per stare bene servono le promesse, mi serve di sentirmi tranquillo perchè qualcuno ha detto che penserà a me, anche se è una pace che nessuno rispetta, la fortuna è che non mi è mai successo niente, non tanto perchè mi abbiano protetto ma perchè la morte si ferma ammaliata quando attraverso la strada davanti a lei, se l'amore è una regola a quale gioco stiamo giocando, è che credo che amare sia un po' come trattenere il respiro nel senso che ad un certo punto fai qualche gesto brusco o inconsulto per resistere ancora e devi chiedere scusa, come ad uno sconosciuto, e perciò la prossima volta non cercherai più di trattenere il respiro, di spiegare, di cercare di spiegare, di pregare, di provare a convincere, e lasciarsi soffocare sarà più semplice di restare ad ascoltare in silenzio, perciò dico che me ne fotte e tutti pensano che io sia un coraggioso, un bravaccio, ma chi se ne fotte, faccio cose che sono pugni in faccia alla disciplina e mi sembra di aver perso l'innocenza la prima volta che mi sono sentito triste.
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