Sei felice di amare qualcuno?
Sorridere è una cosa molto dolce, un cuore in conflitto unisce ed infastidisce due persone. Due persone che hanno cominciato attraverso strade separate, ma la cui storia prevede una sola conclusione possibile.
Tanto tempo fa, lontanissimo nell'Universo, c'era un piccolo pianeta chiamato 'Terra'.
Sulla 'Terra' vivevano tante, tantissime persone, e quindi era una stellina molto indaffarata.
Comunque, tutto d'un tratto le loro forme sparirono dalla 'Terra'. Di tutte quelle persone che c'erano, non se ne riuscì a trovare più nemmeno una. La 'Terra' era diventata un posto molto silenzioso.
Però, non tutte le persone che abitavano la 'Terra' erano sparite: rimasero un solo ragazzo ed una sola ragazza. Ed entrambi decisero di continuare a vivere su quella 'Terra' silenziosa.
Decisero di continuare a vivere per trovare la felicità in un mondo senza più persone.
------
Intermezzo,
un atto a se stante
in seguito alle confessioni di lui,
lei lo disprezza
ma poi,
nel ruolo della 'lei' del presente,
è costretta ad affrontare il proprio, straziante caso
in qualità di secondo protagonista del dramma.
- Sei patetico.
- Non vale, forse, lo stesso, per te?
- Come?
- Anche tu sei disperata esattamente come lo è lui. Eppure, tu definisci lui 'patetico' e descrivi te stessa come 'triste'. Perchè il tuo compasso morale oscilla tanto?
- Io sono diversa: io sono stata costretta da altre persone a continuare a vivere una vita che avevo scelto di rifiutare; lui, viceversa, è nauseato dalla sua vita ma non prende alcuna posizione in merito. Questa, è la nostra diversità: io non sono vile.
- Consideri la paura una mancanza tanto grave?
- Lui è solo un codardo lamentoso, del tutto incapace di pianificare una soluzione per i propri problemi.
- Qual è stata la tua risoluzione per i tuoi problemi?
- Ho tentato di uccidermi.
- Perchè?
- Perchè avevo disgusto della mia vita.
- Perchè?
- Perchè non ero in grado di risolvere i problemi che mi si presentavano e temevo che altri maggiori se ne sarebbero presentati.
- Avevi paura?
- Si.
- Perchè?
- Perchè nessuno può volere una persona inadatta a vivere. Mi sento indesiderata.
- Perchè?
- Perchè chiunque abbia a che fare con me, appena scopre la mia vera natura si sente in dovere di accudirmi come se bastasse la semplice vicinanza di una persona per cambiare la mia indole. Quando ciò non avviene, da parte loro emerge prepotente l'irritazione per l'improduttività dei loro sforzi.
- Allora non ti basta l'affetto?
- Il loro affetto può benissimo essere mero interesse da parte loro, per consolidare la validità della loro scala di valori in rapporto alla mia anormalità.
- Allora non vuoi affetto?
- Non posso chiederne a nessuno, perchè nessuno mi vuole.
- Ansia della separazione.
- Il vero rottame ero io, non era la mia vita.
- Stai cercando te stessa nelle altre persone.
- Silenzio.
- Hai paura di rimanere sola: non è così?
- Silenzio.
- Hai paura perchè, se le altre persone sparissero dalla tua vita, tu non esisteresti più: non è così?
- Per questo, piango spesso.
- Atti affettivi.
- Silenzio.
- Hai paura di svanire dall'animo delle persone.
- Non capisco.
- 'Paura' è quando quel mondo che è soltanto tuo è minacciato di scomparire.
- No, sono felice. Perchè io voglio morire. Non ambisco alla disperazione, voglio la calma del nulla.
- Perchè?
- Perchè non sono necessaria, io. Perchè sarò abbandonata, io. Eppure... nonostante abbia desiderato spesso quel giorno, da quella volta ne ho paura.
- Alla fine, che cosa vuoi?
- Non piangere più.
- Però stai ancora piangendo. Perchè stai ancora piangendo?
- In passato sono stata abbandonata, ed ho sofferto. Adesso, pur di non rivivere quell'abbandono, ho deciso di vivere contando sulle mie sole forze, ma soffro ugualmente perchè sono sola.
- Per questo, piangi?
- Detesto il mio volto quando piango. Non voglio lasciare che 'io' scompaia, anche se non c'è nessuno che mi protegga o che mi stia vicino.
- Che cosa vuoi?
- Per questo, vivrò da sola. Però non vorrei, è doloroso. Non voglio essere sola.
- Lui non vuol che tu sia sola.
- Lui non capisce niente.
- Perchè?
- Lui non capisce niente, di me. E' arrogante quando dice di volermi aiutare. Quando si avvicina, non fa altro che ferirmi.
- Forse non può aiutarti perchè tu non gli dici di cosa hai bisogno.
- Io non voglio il suo aiuto.
- Perchè?
- Perchè, in realtà, è a lui che serve il mio aiuto. La fiducia totale che nutre nei miei confronti fa in modo che la mia sola presenza basti a rassicurarlo, e corre da me ogni volta che batte in ritirata da qualche situazione che lo spaventa. Ogni volta che viene sconfitto. Ogni volta che è ferito. E' così che mi usa. Nemmeno mi racconta cosa c'è che non vada. Viene da me per se stesso, non per me. Viene da me perchè ho qualcosa che gli appartiene: la sua felicità. Se questa fosse un oggetto qualunque che si trova in casa mia, ed io non fossi in casa, lui entrerebbe ugualmente ed andrebbe via con quell'oggetto senza neanche tornare a salutarmi. Lui vorrebbe tenermi per sempre con se solo per non dover più soffrire. Non c'è nessuno che lui ami veramente. Non gli importa così tanto di me.
- Per quale motivo sei tu, ad avere la sua felicità?
- Suppongo che lui me l'abbia affidata.
- Ne eri consapevole?
- No.
- Perchè, allora, non gliela restituisci?
- Non so che forma abbia, la sua felicità. Non saprei cosa restituirgli.
- Sparisci dalla sua vita, se lo disprezzi tanto.
- Dovrebbe essere lui, ad andarsene.
- Non avverti alcun dovere né responsabilità nei suoi confronti?
- Si.
- Essere rifiutato da te potrebbe essere qualcosa di cui non ha bisogno.
- Mi sembra di subire un ricatto. Non può controllarmi come una marionetta solo perchè è infelice. Anche io ho bisogno di attenzioni.
- Lui conta su di te per alleviare il suo dolore. Vuoi lasciarlo solo?
- Non sono importante, per lui.
- Ti dispiace?
- Non capisco.
- 'Paura' è quando quel mondo che è soltanto tuo è minacciato di scomparire.
- No, sono felice. Perchè io voglio morire. Non ambisco alla disperazione, voglio la calma del nulla.
- Perchè?
- Perchè non sono necessaria, io. Perchè sarò abbandonata, io. Eppure... nonostante abbia desiderato spesso quel giorno, da quella volta ne ho paura.
- Alla fine, che cosa vuoi?
- Non piangere più.
- Però stai ancora piangendo. Perchè stai ancora piangendo?
- In passato sono stata abbandonata, ed ho sofferto. Adesso, pur di non rivivere quell'abbandono, ho deciso di vivere contando sulle mie sole forze, ma soffro ugualmente perchè sono sola.
- Per questo, piangi?
- Detesto il mio volto quando piango. Non voglio lasciare che 'io' scompaia, anche se non c'è nessuno che mi protegga o che mi stia vicino.
- Che cosa vuoi?
- Per questo, vivrò da sola. Però non vorrei, è doloroso. Non voglio essere sola.
- Lui non vuol che tu sia sola.
- Lui non capisce niente.
- Perchè?
- Lui non capisce niente, di me. E' arrogante quando dice di volermi aiutare. Quando si avvicina, non fa altro che ferirmi.
- Forse non può aiutarti perchè tu non gli dici di cosa hai bisogno.
- Io non voglio il suo aiuto.
- Perchè?
- Perchè, in realtà, è a lui che serve il mio aiuto. La fiducia totale che nutre nei miei confronti fa in modo che la mia sola presenza basti a rassicurarlo, e corre da me ogni volta che batte in ritirata da qualche situazione che lo spaventa. Ogni volta che viene sconfitto. Ogni volta che è ferito. E' così che mi usa. Nemmeno mi racconta cosa c'è che non vada. Viene da me per se stesso, non per me. Viene da me perchè ho qualcosa che gli appartiene: la sua felicità. Se questa fosse un oggetto qualunque che si trova in casa mia, ed io non fossi in casa, lui entrerebbe ugualmente ed andrebbe via con quell'oggetto senza neanche tornare a salutarmi. Lui vorrebbe tenermi per sempre con se solo per non dover più soffrire. Non c'è nessuno che lui ami veramente. Non gli importa così tanto di me.
- Per quale motivo sei tu, ad avere la sua felicità?
- Suppongo che lui me l'abbia affidata.
- Ne eri consapevole?
- No.
- Perchè, allora, non gliela restituisci?
- Non so che forma abbia, la sua felicità. Non saprei cosa restituirgli.
- Sparisci dalla sua vita, se lo disprezzi tanto.
- Dovrebbe essere lui, ad andarsene.
- Non avverti alcun dovere né responsabilità nei suoi confronti?
- Si.
- Essere rifiutato da te potrebbe essere qualcosa di cui non ha bisogno.
- Mi sembra di subire un ricatto. Non può controllarmi come una marionetta solo perchè è infelice. Anche io ho bisogno di attenzioni.
- Lui conta su di te per alleviare il suo dolore. Vuoi lasciarlo solo?
- Non sono importante, per lui.
- Ti dispiace?
(ha termine l'intermezzo, e subito comincia il terzo atto.)
Nessun commento:
Posta un commento