2012/05/10

Prigioniero nell'armadio

Un bar, un caffè che costa trenta centesimi in meno.

- T'oh, riecco la mia volpe.

La dottoressa mi ha detto che non devo fingerla di non vederla, né convincermi che non la sto vedendo davvero, ma neanche mostrarmi impressionato e spaventato. Infatti - lo vedo con la coda dell'occhio - adesso lei sta fissando me, seduta immobile appena fuori dalla porta. Mi chiedo se sono l'unico a vederla.
Muove la coda sproporzionata e vaporosa. Vuole che io sappia che lei è sicura che io la vedo.
Insomma, non tenta nemmeno di nascondersi, la puttana.

L'ultima volta, in sogno, era ai piedi del letto della Bella Addormentata. Non potei avvicinarmi per svegliare la Principessa e dovetti andare via, lasciandola in quella stanza che non avrò mai più la possibilità di raggiungere. Fu dopo questo episodio che, dilaniato dai sensi di colpa per aver abbandonato la Principessa che mi aveva atteso inutilmente il mio arrivo da settanta maha-kalpa, del cui destino adesso ignoravo dolorosamente ogni cosa, mi rivolsi alla dottoressa. Le raccontai tutto, dall'inizio, e lei mi fissava in silenzio, e più lei mi fissava più io cercavo di evitare il contatto visivo e cominciai a convincermi che fosse un segno che la volpe mi avesse posseduto, e più me ne convincevo più mi agitavo e meno riuscivo ad esprimermi coerentemente. Quando cominciai a balbettare e a ripetere interi periodi, la dottoressa mi interruppe e parlò ad alta voce per sovrastare il rumore delle altre voci, e disse che il niente è niente finchè le cose che non esistono ti riempiono, e quando questo niente diventa tutto è come una goccia di rugiada in cui sono incastonati anni e anni di memorie perdute cadesse direttamente dalla mano di Dio per infrangersi sulla nostra testa come un'onda in inverno, e disse anche che l'ordine era un'altra cosa, come un quadro senza didascalia del quale non possiamo sapere niente, ed io non avevo capito niente e dubitavo che lei stessa avesse capito quello che avevo detto, a meno che il problema non fosse proprio che io non avevo capito cosa aveva detto lei.

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