posso allontanarmi dal tuo epicentro
fuori dalla portata delle vibrazioni che irradi tutt'intorno
che si infrangono sui labirinti retrattili
che non sono menzionati ai nostri primi incontri
come se avessimo l'afta
non riescono a parlarci
ci deglutiscono
ci stizziamo
mentre i nostri errori sono come i botti di contrabbando
ogni anno diventano più pericolosi
rumorosi come gli squilli al cellulare per farti sapere che ti penso
se ti importa
non si sa mai
andato via
non come una stagione che te ne presenta un'altra
ma come una lumaca
per mettermi in salvo
ferite che galleggiano
figlio di uno dei tanti amplessi riscossi
io credo nell'altra metà
del letto
quella in ritiro spirituale tra le righe
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