2010/11/29

Valzer lovers

Facciamo il pranzo in pausa-amore?
Dio, quanto ti incazzavi perchè toglievo da terra i mozziconi di sigarette non mie, residui delle feste concluse di cugini non miei, feste di diciott'anni in cui lavoravo nel catering e rubavo il cibo per mangiarlo in macchina tornando a casa di mattina presto perchè ero digiuno dal pomeriggio prima, e dicevo che avevo i cani ma il cane ero io, e ti incazzavi perchè mangiavo anche gli avanzi dei piatti che sparecchiavo ma ero magro troppo magro.

Studio il Cinese perchè, tanto, io sono come i Cinesi.
Non perchè lavoro anche di notte e tendo al giallo. Ma perchè parlo solo con quelli della mia razza e le mie emozioni sono imperscrutabili.
Come quando, seduti sugli scogli della spiaggia dell'infanzia, dissi, con i piedi che sfioravano l'acqua: 'La superficie è nera e immobile. Sembra che sotto non succeda niente. Ma sotto ci sono delle correnti così forti che spostano le pietre da una parte all'altra e mescolano la sabbia facendo cambiare forma al fondale'.
Ecco, come quel mare.

Quasi non ricordo la mia lingua madre, ormai.
Ascolto troppo rap. Parlo troppo silenzio. Mi limito a leggere tanto.
Per consolarmi, cerco di convincermi che sono finite le persone con cui usare parole rare.

Non diventerò mai un buon giornalista. Non so essere distaccato descrivendo la sofferenza altrui.
Non diventerò mai un reporter di guerra. Starò combattendo per fare da scudo a qualcuno.
Non racconterò del terremoto. Starò scavando con le mani tra le macerie.
Al massimo, sarò l'unico scrittore al mondo che si sente protagonista di uno dei suoi racconti.
Quando mi sarò scocciato, scriverò la lettera di licenziamento-- con l'inchiostro simpatico, però... non si sa mai.


Mi piace scrivere messaggini.
Mandare sms in avanscoperta. Costruire avamposti con le parole.
Impollinare con gli occhi, no. Quello, non lo so fare.


Mi farebbe piacere cenare con te, in settimana.
Anche a me.
Però questo sono io più io.
Capita raramente che mi inviti a cena, ma è ancora più raro che accetti. E' proprio questa esclusività che lo rende così piacevole.
Non fa mai molta differenza, perchè comunque ceno con latte e biscotti, oppure un paio di toast con le sottilette. Però non indosso gli occhiali (dicono che ci sto meglio... magari è vero e così piaccio di più).
Di solito, passo la serata a raccontarmi cos'è successo negli anni che mi hanno vissuto, mentre io ero troppo occupato ad opporre resistenza-- e non è mai noioso né pedante.

Rugged 'n raw.
Io e la mia fedeltà.
Io e la mia gelosia.
Mi tengo solo per me.

Ricordate: be there, but don't be square; if you'll miss, you'll be the ones that'll be dropped.
Siate presenti.

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