2010/12/01

Ein, zwei, risiko!

Considerazione delle 16:18:
'Nei treni affollati si suda anche se fuori piove, fa freddo e tira vento'. Nessuna imprecazione, perchè c'è tempo solo per recuperare fiato e ficcarsi in qualche angolino per fare spazio agli altri passeggeri che salgono e si ridistribuiscono alla meglio nel vagone.

.ho un po' paura che non avrò la possibilità di dirti 'arrivederci' 


Una piazza che è perfetta per una pubblica esecuzione, ma nessuno lo sospetta. 
Io tiro su col naso ed in bocca sento il caldo e il freddo-- come bere l'acqua col cloro in piscina. 
Cerco di non guidare come se fossi in un videogioco, e l'idea mi fa ridere. 
L'importante è che lo stereo sia acceso. Quando la musica si ferma, mi sento sempre come in quel gioco dell'asilo dove chi non riesce a sedersi ha perso ed io sono rimasto all'impiedi. 
Mentre tutti quanti saranno col culo ben piazzato sui loro solidi successi, sulle loro belle mogli, sulle loro famiglie ben costruite; e mi diranno, con lo sguardo soddisfatto di chi ha la vittoria in pugno al momento della resa dei conti: 'Vedi? Te l'avevamo detto. Non te l'avevamo detto? Si. Hai avuto un sacco di occasioni per poter scegliere, quando eri giovane ed eri ancora in tempo: potevi accontentarti. Ora è fatta'. 
Naaa. 
Shhh. Fino a domani, almeno.

.ho un po' paura che non avrò la possibilità di dirti 'arrivederci'
perchè, forse, non ti rivedrò più dopo l''arrivederci'


Sprazzi di pre-adolescenza mentre accompagno mia sorella e la sua amica ad una festa, e al momento dei saluti io la stendo con un sorriso che alla sua età sarebbe stato innaturale, per me. Sovra-nnaturale, anzi.
Il tipo di sorriso che i suoi coetanei stanno ancora cercando di imparare esercitandosi allo specchio, per intenderci. 
Poi, un sorpasso a destra-- dalla parte di chi deve essere punito. Perchè tanta adrenalina?
Non mi sono mai sentito serioso, sebbene sia molto severo con me stesso. La continua consapevolezza è la peggiore delle malattie genetiche che potessero capitarmi.

Dev'essere qualcosa di grave. 
Mi tolgo il giubbino ed arrotolo le maniche del maglione fino al gomito. Non mi serve l'ombrello, non piove abbastanza. 
Le mani nelle tasche, i miei sguardi curiosi e fugaci stuprano gli astanti, i passanti, i negozianti, i clienti, i guidatori, i passeggeri. 
Poi mi siedo su una panchina e mi gratto la base della nuca. 
Per guadagnare tempo. 
Per farmi venire in mente qualcosa mentre

Poi controllo il ciuffo. Se tutti i capelli sono alzati. 
Qualcuno da' la colpa ai capelli.
Pero' non sono stati i capelli. Se mi sono perso-- se mi sono tradito... se mi sono voltato le spalle... non sono stati i capelli. 
Se c'è stato un errore piuttosto che un equivoco, è stato nelle basette curate dal barbiere. 
In quel negozio Benetton. 
Nei test per Medicina.
In quello strato di polvere che ho tolto per farlo accumulare di nuovo. 
In quel quaderno lasciato in bianco, con solo il nome sulla copertina e la data della lezione sulla prima  pagina.
In quella sega col batticuore e le guance rosse che al buio per fortuna non si vedevano. 
Nell'ottica di mio zio. 
In quelle canzoni pop. 
Nell'emulazione di sedicenti spacciatori e teppisti. 
Negli outlet di marca. 
Nella comodità di distruggermi con un pacco di biscotti. 
In un 'si' che era un 'no'.
In ogni rinuncia.
In ogni bugia.
Negli addominali più scolpiti. 
In un giro d'amici. 
In quella mostra d'arte. 
Nelle foto in posa, in silenzio. 
In un 'no' che era un 'si'. 
In un favore.
Nei giochi di parole per non sbattere la verità in faccia a qualcuno. 
In un sovrapprezzo. 
In un libro in borsa, e in mille altre piccole enormi cose che non si possono ammettere né dire.


Che, poi, relativamente. Non mi pento di nulla, non mi va più. 

.ho un po' paura che non avrò la possibilità di dirti 'arrivederci'
perchè, forse, non ti rivedrò più dopo l''arrivederci'
questi giorni felici che abbiamo condiviso resteranno indelebili, per me



Nonostante i buoni propositi, gli sforzi, le dimostrazioni di buona volontà, non mi piace nessuna. 
E non è una cosa del tipo E Non So Cosa Fare. 
Non vedo perchè dovrei vederla come una colpa da parte mia. 
Eppure, il mio l'ho fatto: ho abbassato un po' gli standard, ho ampliato la fascia d'età ammettendo anche le coetanee, ho messo da parte le aspettative, ho rinunciato alle discriminazioni geografiche. 
Ho imparato a mettere le lentine, pure. 
Però, non mi piace nessuna nei secoli dei secoli. 

Io voglio una soldier girl. Un cecchino. 
Una il cui ricordo sia un proiettile invisibile e silenzioso che faccia fuori chiunque altra mi si avvicini. 
Che nessuna possa reggere il confronto con lei, prima ancora di stabilire un contatto verbale.

Poi, non è corretto già appellarsi ai ricordi. 
Non tiriamo in ballo passato e futuro quando il presente è la carestia. 
Probabilmente io sarei insoddisfatto anche se non avessi conosciuto la soddisfazione.
Anywayz. 

La risposta giusta è: LE GAMBE.


.ho un po' paura che non avrò la possibilità di dirti 'arrivederci'
perchè, forse, non ti rivedrò più dopo l''arrivederci'
questi giorni felici che abbiamo condiviso resteranno indelebili, per me
non sono sicuro che prima o poi ritornerò




RICHIAMA!
Chiunque tu sia, ti prego di rifarlo.

.ho un po' paura che non avrò la possibilità di dirti 'arrivederci'
perchè, forse, non ti rivedrò più dopo l''arrivederci'
questi giorni felici che abbiamo condiviso resteranno indelebili, per me
non sono sicuro che prima o poi ritornerò
proverò a dimenticare la strada camminando senza mai voltarmi

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