Fumavo una penna blu e bevevo piccoli sorsi d'acqua da una bottiglina di plastica vuota per tre quarti.
Canticchiavo parole che non conoscevo per sentire una melodia dolce e intanto pensavo che la vita è un vecchio film francese.
I colori mi sembravano tutti troppo scuri addosso alle altre persone ed io ne cercavo di più chiari.
Le labbra, sempre al solito posto-- ma a nessuno sembrava importare.
La sottile linea di confine giace appena sotto la sensazione che hai guardando le tue cicatrici.
Prima sono qualcosa di cui andare fiero. Vuol dire che hai combattuto fino alla fine, che non ti sei arreso anche se faceva male. Sono trofei.
Dopo diventano qualcosa di cui vergognarsi. Significano che sei stato avventato, irresponsabile, che non hai riflettuto abbastanza. Sono errori.
Lo scienziato che è in me ha fatto il culo al poeta, recentemente.
Del resto, quest'ultimo non ha saputo imporsi un limite, e quindi è stato necessario un intervento deciso.
Ero a Linguistica ed ho dovuto lasciare la lezione all'improvviso. Stavo iperventilando, avevo le pupille dilatate e mi tremavano un po' le dita delle mani.
Ho dovuto mettere tutto in borsa e lasciare di corsa l'aula prima che la diatriba interna desse segni all'esterno.
Nei momenti peggiori rischiavo addirittura di parlare.
Ora, l'accordo tra la mia parte razionale e la mia parte emotiva prevede, come minimo, un cessate l'arcobaleno.
La deposizione delle lenti rosa.
L'armistizio con la realtà.
A Natale mi inventerò qualcosa che sostituisca coccole a contropelo, e a Capodanno domanderò a tutti cosa faranno, nella speranza che qualcuno mi dica baciamoci a mezzanotte.
Sarebbe come se...
Sarebbe come se non sembrassi più paranoico ed ossessionato, perchè quello che dicevo esisteva e adesso è con me.
Sarebbe che lei mi farebbe vedere qualcosa su Internet ed io mi metterei a giocare a qualche videogioco su un'altra pagina appena lei lascia la stanza-- anche solo per un minuto.
Sarebbe che ci metteremmo a guardare la televisione col broncio perchè io vorrei accarezzarle i capelli ma le mie carezza scompigliano i capelli, e non capirei che in realtà vorrebbe che continuassi.
Sarebbe che non avrei addosso un pigiama marrone e giallo con una vestaglia azzurrina da camera ma sarei già lavato, vestito e pettinato.
Sarebbe che avrei dei jeans più stretti e le lentine.
Sarebbe che avrei un motivo più importante per tenere la camera in ordine.
Sarebbe che dormirei a pancia in aria perchè lei vorrebbe poggiare la testa sul mio petto, oppure sul fianco perchè lei vorrebbe abbracciarmi. Oppure sempre a pancia sotto mentre lei brontola e cerca di girarmi perchè vorrebbe abbracciarmi.
Sarebbe che ci vedremmo un film a casa o giocheremmo con la PlayStation dicendo no alle proposte degli altri di uscire e divertirsi.
Sarebbe che andremmo a vedere la neve e lei riderebbe perchè non l'ho mai vista prima.
Sarebbe che fantasticheremmo di vivere insieme, in un'altra città, in una casa tutta nostra che sarebbe il nostro castello.
Sarebbe che la andrei a prendere ogni volta che esce dal lavoro.
Sarebbe che lei metterebbe le nostre foto su una cartella sul desktop del pc, e non più in cartelle dai nomi bizzarri nascoste in chissà quali percorsi e rese invisibili.
Sarebbe che passeremmo insieme la notte prima di ogni esame per ripetere, ed io le direi che so già tutto perchè non vorrei distrarmi nemmeno per un momento dal guardarla e sentirla nella stessa stanza con me, mentre invece io l'aiuterei a ripetere ed imparerei la materia in un quarto d'ora per spiegarle i concetti più difficili.
Sarebbe che ridacchierei per l'accento inglese che non saprebbe fare, mentre io lo pronuncio all'americana, però non riderei ad alta voce perchè mi metterebbe il broncio.
Sarebbero lacrime fra le labbra e baci trattenuti.
Sarebbe che decideremmo insieme di non avere figli nel periodo immediatamente successivo al nostro trasloco, ma io starei già preparando segretamente i documenti per adottare Alessia.
Sarebbe che non mi sanguinerebbero le spalle quando cerco di togliermi i peli con le pinzette, e non mi taglierei storti i capelli con le forbicine, perchè mi aiuterebbe lei.
Sarebbe che d'inverno mangeremmo la cioccolata calda col cucchiaino, sotto la stessa coperta.
Sarebbe che d'estate andremmo in montagna o al mare, però lei mi aspetterebbe sotto l'ombrellone mentre faccio il bagno perchè ha le sue cose ma in realtà si sente bruttina in costume da bagno.
Sarebbe che non starei scrivendo questo perchè staremmo facendo l'amore. E a me andrebbe benissimo così.
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