Forse dalla Luna, ma dal lato oscuro. La parte più buia di un corpo celeste privo di luce propria.
Era notte, le due e mezza o le tre, e me ne andai dalla festa.
Le introduzioni meriterebbero di essere raccontate con più cura, ma tu diresti che sono una rottura di palle perchè tolgono tempo al racconto vero e proprio, e il tempo a nostra disposizione raramente supera la parentesi permessa da caffè e sigaretta. Da quando siamo così coscienziosi e onesti?
Me ne andai che potevano essere le tre di mattina, e presi a camminare per strada come se così facendo potessi ricordare dove ero diretto-- come se potessi scoprirlo, esplorando tutta la mappa fino ai confini dell'anima come in uno strategico in tempo reale. Sulle gambe dei pantaloni ci sono le solite macchie che hanno corroso e sbiadito il colore del tessuto e non si toglieranno mai, ed ogni volta dirò innocente che Joe mi è saltato addosso per salutarmi quando sono tornato a casa e non ci ho fatto caso che mi aveva sporcato, e sono un po' sudato ma sono così ben coperto, con giubbino e scaldacollo tirato fin sotto al naso, che non si nota. Mi gira la testa, forse potevo mangiare anche quella fetta di panettone.
Mi sembra di allontanarmi da un richiamo che sentivo solo io, a cui avrei dovuto invece accorrere docile e festante. Stupido irriconoscente che non sono altro. Ho perso l'occasione di essere addomesticato
( le buche per strada fanno da punteggiatura ai pensieri )
forse ho voglia di piangere ma può anche darsi che sia solo la paura di tutto questo buio e questo silenzio.
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