Condividere lo spazio. Quando sono in compagnia di qualcuno, condivido con questo qualcuno il tempo - e, infatti, si dice 'trascorrere il tempo insieme a'. Si mettono in comune, ad esempio, delle ore, e le si impiegano parlando, guardando un film, facendo l'amore. Il tempo si può condividere con tutti, perchè noi stessi consideriamo il tempo come uno spazio vuoto in cui infilare qualcosa, qualunque cosa, affinchè non ci inghiotta. Inoltre, quando dividiamo il tempo con qualcuno, siamo obbligati a mettere da parte e censurare la nostra individualità: non posiamo fare quello che vogliamo, né possiamo farlo da soli perchè c'è qualcun altro che si aspetta che lo mettiamo a parte dei nostri pensieri e dei nostri progetti - dopotutto, stiamo condividendo il tempo.
Invece, condividere lo spazio vuol dire sostare l'uno nel campo visivo dell'altro - o almeno nello stesso ambiente, nella stessa stanza - e rispettare l'altrui intimità senza pretendere partecipazione e coinvolgimento: vuol dire sentirsi a proprio agio pur continuando a fare le proprie cose-- come se lo sguardo dell'altro fosse benevolo e discreto, non pungente e petulante per richiamare attenzione. Non è lo sforzo di addolcire l'indiferenza reciproca. Di ignorarsi a vicenda senza trasmettere ostilità. Vuol dire leggere ognuno un libro diverso e non sentirsi obbligati a commentare ogni rigo per spezzare il silenzio innaturale e strano.
Come una buona convivenza
RispondiEliminaMi rattrista considerare che ci siano anche convivenze cattive. Però si, magari.
RispondiEliminaUna convivenza cattiva è quella forzata tra due persone che si conoscono poco, o quella tra due persone sposatesi troppo in fretta.
RispondiEliminaUna buona convivenza è quella fra due persone che risolvono i problemi senza litigare, o almeno senza ripercussioni future.