2012/09/14

inside of this phenomenon

Cardini. Come nastri colorati e annodati stretti. La debole, malsicura spina dorsale della mia schiena, che sembra radicata sul fondo di un mare d'acqua. E' il cuore che mi srotola il collo, mi divarica le braccia, m'incurva le ginocchia-- o sono i libri che sono ovunque, come atomi di ossigeno? Oppure è la musica che si sente anche quando non c'è, come un arto fantasma? O, ancora, sono i quadernini a cui cammino aggrappandomi perchè hanno la forma di zattere di salvataggio?

Ho sentito spesso parlare della tecnica del bluff nel poker. Un giocatore è considerato particolarmente abile, capace di giocare, quando non lascia trasparire emozioni col viso. Piuttosto, direi, è il caso di quando un giocatore sembra assorto in tutt'altri pensieri, dimenticandosi delle carte che ha in mano, di come si impiegano, del punteggio e del risultato generale. Immobile, silenzioso, come davanti all'insidiosa domanda a trabocchetto della verifica scritta di metà semestre.
Ma, a mio parere, i veri fuoriclasse-- gli esperti di questa tecnica sono i giocatori che riescono a plasmare i tratti somatici del loro volto per mimare le microespressioni di stati d'animo diversi. A riprodurre impeccabilmente il linguaggio non-verbale di tutti gli stati d'animo.
Sono invincibili. I loro occhi non sono imperscrutabili come cristalli neri, ma il loro corpo è un caleidoscopio variopinto di gesti e parole. Confondono il resto del tavolo al punto tale che nessuno può più dire con certezza se stiano o meno usando la tecnica del bluff.

Io sto, seduto. Un po' qua, più spesso là. Scrivo quello che non voglio dire. Oppure non scrivo quello che non vorrei rileggere. Scelgo sempre entrambe le opzioni. Urlo e sto in silenzio. Parlo educatamente e sono un attaccabrighe. Mi sento sopra le righe e mi sento sbagliato. Me ne vado da solo e voglio essere accolto. E odio quando l'occhio critico di chi mi studia e mi analizza passa le sue osservazioni non attraverso il filtro della complicità e delle premure, ma attraverso il setaccio della competizione e dell'efficienza.

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